Il fallimento nell’Unione europea si basa sui sistemi giuridici nazionali, ma con imprese e piattaforme sempre più globali i legislatori UE stanno rimodellando le procedure di insolvenza per proteggere i creditori, favorire il risanamento aziendale e rispondere a sfide moderne come la finanza digitale.
In questo articolo analizziamo come funzionano insolvenza e crediti dei creditori nell’UE, come vengono coordinati oltre confine e come regolamenti come MiCA stanno cambiando il trattamento dei fondi dei clienti quando falliscono le piattaforme crypto.
Insolvenza nell’UE: una politica comune, non un sistema unico
A differenza degli Stati Uniti, non esiste un codice fallimentare unico dell’UE. Ognuno dei 27 Stati membri mantiene le proprie leggi sull’insolvenza, ma due strumenti aiutano ad armonizzarle:
- Regolamento UE sulle procedure di insolvenza (rifusione): Attribuisce la giurisdizione e garantisce che le procedure aperte in uno Stato membro siano riconosciute in tutto il blocco.
- Direttiva UE su ristrutturazione e insolvenza (2019): Promuove efficienza, equità e una filosofia di seconda opportunità nei sistemi nazionali.
Per esempio, una società con sede in Francia che diventa insolvente vedrà la procedura francese riconosciuta dai tribunali in Spagna o Germania. Un’impresa con sedi in più Stati UE può essere liquidata nell’ambito di una procedura principale unica.
Approfondisci: Regolamento UE sulle procedure di insolvenza (rifusione).
Presentazione dei crediti: un processo guidato dal professionista
La terminologia cambia da Paese a Paese, con ruoli come liquidatore, amministratore o curatore. Tuttavia, la maggior parte dei sistemi UE segue la stessa struttura:
- Un professionista nominato dal tribunale assume il controllo della procedura.
- I creditori vengono informati e devono presentare i crediti entro una scadenza.
- I crediti vengono verificati dal professionista dell’insolvenza.
- Il professionista classifica i crediti e distribuisce gli attivi secondo la legge nazionale.
Questo schema è comune che il credito venga presentato in Austria, Italia o Lituania. In molte giurisdizioni, dopo il provvedimento iniziale del tribunale, il resto del processo è in gran parte amministrativo.
Chi viene pagato per primo? Le priorità dei crediti nell’UE
L’ordine preciso varia, ma la maggior parte dei regimi di insolvenza UE segue una gerarchia simile:
- Salari dei dipendenti e crediti correlati.
- Previdenza sociale e alcuni crediti pubblici, incluse imposte non pagate.
- Creditori garantiti, pagati con i proventi delle garanzie.
- Creditori chirografari generali, come fornitori, clienti e venditori.
- Crediti subordinati, inclusi sanzioni o finanziamenti soci.
Il diritto fallimentare tedesco tende a trattare i debiti chirografari in modo paritario, subordinando alcuni crediti dei soci. La Francia dà rilievo alle garanzie salariali e alle spese di giustizia, e molti Paesi, tra cui Spagna e Italia, danno priorità a dipendenti e autorità fiscali in modo simile.
Il grande cambiamento: cosa significa MiCA per crypto e asset digitali
Fino a poco tempo fa, i clienti delle piattaforme crypto nell’UE avevano tutele limitate. Se una piattaforma falliva, gli utenti erano spesso trattati come creditori generali, salvo segregazione degli asset.
Il regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA) cambia questo approccio imponendo a exchange e custodi la segregazione degli asset dei clienti. Questo crea una titolarità tracciabile e offre agli utenti una base più solida per rivendicare gli asset in caso di insolvenza.
Come osserva CoinDesk, “le regole MiCA sulla segregazione degli asset mirano direttamente a evitare perdite dei clienti come quelle viste nel crollo di FTX”.
Fonte: CoinDesk su MiCA.
Paesi come la Germania stanno già adeguando le regole sull’insolvenza a questo cambiamento, assicurando che gli asset crypto detenuti per i clienti siano restituiti prima del pagamento dei creditori generali.
Come sarebbe potuto apparire FTX secondo le regole UE
- Le crypto dei clienti sarebbero probabilmente state segregate e rivendicabili.
- Gli asset non sarebbero confluiti nella massa fallimentare generale.
- I clienti avrebbero potuto far valere la titolarità legale invece dello status di creditori chirografari.
Anche prima dell’applicazione di MiCA, molte giurisdizioni UE applicavano principi simili per servizi regolamentati di titoli o custodia, indicando una tendenza costante verso la protezione degli asset dei clienti.
Punti chiave
- L’UE non ha un sistema fallimentare unico, ma la politica mira ad armonizzare efficienza e tutela dei creditori.
- MiCA rafforza le tutele dei clienti nei fallimenti delle piattaforme crypto imponendo la segregazione degli asset.
- La segregazione degli asset digitali sta rapidamente diventando lo standard nella regione.