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Crediti fallimentari nell’Unione europea: come funzionano e come le regole crypto stanno cambiando lo scenario

L’Europa non ha un codice fallimentare unico, ma le regole UE coordinano le insolvenze transfrontaliere e MiCA sta cambiando il trattamento degli asset dei clienti crypto quando una piattaforma fallisce.

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Alberto Visona
7 min di lettura

Il fallimento nell’Unione europea si basa sui sistemi giuridici nazionali, ma con imprese e piattaforme sempre più globali i legislatori UE stanno rimodellando le procedure di insolvenza per proteggere i creditori, favorire il risanamento aziendale e rispondere a sfide moderne come la finanza digitale.

In questo articolo analizziamo come funzionano insolvenza e crediti dei creditori nell’UE, come vengono coordinati oltre confine e come regolamenti come MiCA stanno cambiando il trattamento dei fondi dei clienti quando falliscono le piattaforme crypto.

Insolvenza nell’UE: una politica comune, non un sistema unico

A differenza degli Stati Uniti, non esiste un codice fallimentare unico dell’UE. Ognuno dei 27 Stati membri mantiene le proprie leggi sull’insolvenza, ma due strumenti aiutano ad armonizzarle:

  • Regolamento UE sulle procedure di insolvenza (rifusione): Attribuisce la giurisdizione e garantisce che le procedure aperte in uno Stato membro siano riconosciute in tutto il blocco.
  • Direttiva UE su ristrutturazione e insolvenza (2019): Promuove efficienza, equità e una filosofia di seconda opportunità nei sistemi nazionali.

Per esempio, una società con sede in Francia che diventa insolvente vedrà la procedura francese riconosciuta dai tribunali in Spagna o Germania. Un’impresa con sedi in più Stati UE può essere liquidata nell’ambito di una procedura principale unica.

Approfondisci: Regolamento UE sulle procedure di insolvenza (rifusione).

L’UE non ha un codice fallimentare unico, ma le regole transfrontaliere rendono riconoscibile in tutto il blocco la procedura di insolvenza di un Paese.

Presentazione dei crediti: un processo guidato dal professionista

La terminologia cambia da Paese a Paese, con ruoli come liquidatore, amministratore o curatore. Tuttavia, la maggior parte dei sistemi UE segue la stessa struttura:

  • Un professionista nominato dal tribunale assume il controllo della procedura.
  • I creditori vengono informati e devono presentare i crediti entro una scadenza.
  • I crediti vengono verificati dal professionista dell’insolvenza.
  • Il professionista classifica i crediti e distribuisce gli attivi secondo la legge nazionale.

Questo schema è comune che il credito venga presentato in Austria, Italia o Lituania. In molte giurisdizioni, dopo il provvedimento iniziale del tribunale, il resto del processo è in gran parte amministrativo.

Chi viene pagato per primo? Le priorità dei crediti nell’UE

L’ordine preciso varia, ma la maggior parte dei regimi di insolvenza UE segue una gerarchia simile:

  • Salari dei dipendenti e crediti correlati.
  • Previdenza sociale e alcuni crediti pubblici, incluse imposte non pagate.
  • Creditori garantiti, pagati con i proventi delle garanzie.
  • Creditori chirografari generali, come fornitori, clienti e venditori.
  • Crediti subordinati, inclusi sanzioni o finanziamenti soci.

Il diritto fallimentare tedesco tende a trattare i debiti chirografari in modo paritario, subordinando alcuni crediti dei soci. La Francia dà rilievo alle garanzie salariali e alle spese di giustizia, e molti Paesi, tra cui Spagna e Italia, danno priorità a dipendenti e autorità fiscali in modo simile.

27
Sistemi nazionali di insolvenza nell’UE
2019
Anno della direttiva UE sulla ristrutturazione
MiCA
Quadro crypto che cambia le regole di custodia

Il grande cambiamento: cosa significa MiCA per crypto e asset digitali

Fino a poco tempo fa, i clienti delle piattaforme crypto nell’UE avevano tutele limitate. Se una piattaforma falliva, gli utenti erano spesso trattati come creditori generali, salvo segregazione degli asset.

Il regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA) cambia questo approccio imponendo a exchange e custodi la segregazione degli asset dei clienti. Questo crea una titolarità tracciabile e offre agli utenti una base più solida per rivendicare gli asset in caso di insolvenza.

Come osserva CoinDesk, “le regole MiCA sulla segregazione degli asset mirano direttamente a evitare perdite dei clienti come quelle viste nel crollo di FTX”.

Fonte: CoinDesk su MiCA.

Paesi come la Germania stanno già adeguando le regole sull’insolvenza a questo cambiamento, assicurando che gli asset crypto detenuti per i clienti siano restituiti prima del pagamento dei creditori generali.

Come sarebbe potuto apparire FTX secondo le regole UE

  • Le crypto dei clienti sarebbero probabilmente state segregate e rivendicabili.
  • Gli asset non sarebbero confluiti nella massa fallimentare generale.
  • I clienti avrebbero potuto far valere la titolarità legale invece dello status di creditori chirografari.

Anche prima dell’applicazione di MiCA, molte giurisdizioni UE applicavano principi simili per servizi regolamentati di titoli o custodia, indicando una tendenza costante verso la protezione degli asset dei clienti.

Punti chiave

  • L’UE non ha un sistema fallimentare unico, ma la politica mira ad armonizzare efficienza e tutela dei creditori.
  • MiCA rafforza le tutele dei clienti nei fallimenti delle piattaforme crypto imponendo la segregazione degli asset.
  • La segregazione degli asset digitali sta rapidamente diventando lo standard nella regione.
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